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Star Trek Beyond

Star Trek Beyond

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Anton Yelchin, Bruce Greenwood, Karl Urban, Simon Pegg, Zoe Saldana, Chris Pine, John Cho, Zachary Quinto, Sofia Boutella, Idris Elba, Joe Taslim.

James Kirk e l’equipaggio della USS Enterprise raggiungono la stazione spaziale Yorktown, appena completata e pronta a ospitare milioni di persone. Di fronte a una richiesta di aiuto, Kirk decide di intervenire per scoprire cosa si nasconde al di là di una nebulosa. Scoprirà di essere atteso con ansia da forze ostili.
Caratterizzata dalla sete di conoscenza e dallo spirito avventuroso che furono di Ulisse, in contrasto con l’afflato epico-cavalleresco di Star Wars, Star Trek trae una parte della propria forza dalla routine di temi e situazioni, da una natura iterativa propria di certa serialità televisiva. Quasi in apparente contrasto con il proprio protagonista, il capitano James T. Kirk, talmente stanco delle consuetudini da scegliere, per un attimo, di abbandonare l’amata Enterprise. Prima dell’ennesima missione; prima di provare nuovamente il brivido dell’imprevedibilità.
Si apre così Star Trek Beyond, primo episodio post-reboot a non essere affidato alla regia di JJ Abrams (transitato nel frattempo verso l'”altro” franchise spaziale) benché segnato indelebilmente dal suo passaggio. Non solo per la presenza di un Simon Pegg – anche nelle vesti di co-sceneggiatore – o di un Greg Grunberg, ma per il suo tocco da compilatore preciso e ossequioso, attento al recupero di ogni dettaglio di uno script, difficilmente ascrivibile alla passionalità fuori controllo di Justin Lin. Il regista di Fast and Furious adotta un mirabile mimetismo, rivelandosi in un’unica, e deliziosamente pretestuosa, sequenza in cui un Kirk centauro distrae i cattivi con evoluzioni degne di Valentino Rossi.
Dopo gli sconvolgimenti spazio-temporali di Star Trek – Il futuro ha inizio e il ritorno di un villain iconico di Into Darkness – Star Trek, il terzo episodio è chiaramente pensato per stabilizzare la serie su una velocità di crociera, senza antefatti di particolare rilievo. La struttura, del tutto canonica, rimanda alle puntate della serie originaria e classica, con tanto di schermaglie umoristiche tra l’emotivo Bones McCoy e il glaciale ma non troppo Spock e filarini da space opera tra quest’ultimo e l’avvenente Uhura. Un compito arduo di fronte a 142 minuti di durata, ma Lin se la cava ricorrendo a sporadici ma memorabili attimi di visionarietà (su tutti la resa dei conti in assenza di gravità, che sembra uscire da un quadro di Escher).

max