Overdrive

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94 min

Scott Eastwood, Freddie Thorp, Ana de Armas, Gaia Weiss, Clemens Schick, Joshua Fitoussi, Kaaris, Lester Makedonsky, Philippe Ohrel, Anais Pedri, Simon Abkarian, Moussa Maaskri, Manuel Jimenez, Joachim M. Paunillan.

Andrew e Garrett Foster sono fratellastri che il padre ha riuniti nel segno di una comune passione: quella per il furto di automobili di lusso. I due infatti sono abilissimi nel rubare (e guidare) “qualsiasi cosa abbia un motore”, ma la loro attenzione si concentra sui modelli più prestigiosi, soprattutto d’epoca: Ferrari, Aston Martin, Jaguar. E siccome il motto di Andrew è “se ti guardi intorno e perdi di vista l’obiettivo, l’obiettivo sei tu”, i fratellastri si concentrano su un furto alla volta, ma di altissimo livello, come quello di una Bugatti venduta all’asta per 41 milioni di dollari che li mette nel mirino del miliardario francese Jacomo Morier, “il più grande importatore di black tar d’Europa, collezionista di tutto ciò che è raro e bello”. Morier ingaggia i Foster affinché rubino una Ferrari GTO 250 al suo arcinemico Max Klemp, rampollo di una ricchissima famiglia berlinese: uno che, nel garage, di Ferrari ne avrà almeno una decina, tutte rosso fiammante. La vera posta in gioco, però, è il controllo del malaffare a Marsiglia, città di porto in cui si svolge tutta la vicenda.
Overdrive è una produzione francese che mette insieme un esperanto cinematografico: il regista, Antonio Negret, è un colombiano che si è fatto le ossa soprattutto in televisione, i due protagonisti sono l’americano Scott Eastwood (figlio di Clint, e altrettanto inespressivo del padre nella fase “con o senza cappello”) e l’inglese Freddie Thorp, le due bellone sono una cubana (Ana de Armas, che vedremo in Blade Runner 2049), l’altra francese (Gaia Weiss, vista in Bianca come il latte, rossa come il sangue), i cattivi sono un francese di origine armena (Simon Abkarian) e un tedesco (Clemens Schick). Il risultato è un mix multietnico che gli americani definirebbero specificatamente “eurotrash”.

Ci sono anche momenti divertenti: il montaggio sincopato, gli inseguimenti lungo la riviera francese, lo spettacolare crollo di un ponte, l’arresto in fase di decollo di un aeroplano. Ma Overdrive non riesce a bissare il successo dei “thriller europei” Io vi troverò e The Transporter, prodotti da quel Pierre Morel che è il vero regista-ombra di questo film, anche se formalmente ne risulta solo uno dei produttori. Il modesto cast di Overdrive non riesce a tenere testa alle contorsioni della trama, né a conservare quell’ironia che appartiene ad altri action movie recenti cui fa evidentemente riferimento, da Ocean’s Eleven a Operazione U.N.C.L.E.. Il risultato è un action movie che ibrida i suoi predecessori senza mai essere abbastanza fast, né abbastanza furious.