Come ti ammazzo il Bodyguard

Come ti ammazzo il Bodyguard

BODYGUARD
118 min

Cast:
Ryan Reynolds, Samuel L. Jackson, Gary Oldman and Salma Hayek

Michael Bryce è una guardia del corpo impeccabile. Almeno fino a che un prestigioso cliente giapponese viene ucciso sotto i suoi occhi da un cecchino. Darius Kincaid è un sicario con una lunga scia di sangue alle spalle e un curioso codice morale. Solo quest’ultimo può testimoniare al tribunale dell’Aja contro Vladislav Dukhovich, ex presidente bielorusso e genocida, che ha sin qui eliminato tutti i potenziali testimoni. I due dovranno cooperare, non senza qualche problema di ego e di carattere.
Nonostante ciò, le riscritture subite e i cambi di mano succedutisi emergono visibilmente nel diseguale prodotto finito. La ragione del successo del film, nonché unica fonte di attrazione per il grande pubblico, è la dinamica da buddy movie introdotta in seguito al cambio di cast: da una parte Ryan Reynolds, alle prese con il suo personaggio post-Deadpool, ossia l’action hero che nasconde più di una fragilità psicologica; dall’altra Samuel Jackson, che ripropone il classico Jules di Pulp Fiction, con minime variazioni sul tema.
Ascoltare Jackson che sbraita a colpi di “motherfucker”, termine che ha sostanzialmente reinventato nella sua lunga carriera, rimane un perverso piacere, seppur totalmente smarrito nella versione doppiata. Patrick Hughes si accontenta di un veicolo per star che interpretano se stesse (o meglio, i loro avatar cinematografici) in un meccanismo che potrebbe proseguire in eterno, senza la reale necessità di un inizio e una fine. Ma se l’intesa tra i due attori funziona, per quanto si avverta a tratti il ricorso al pilota automatico, il resto di Come ti ammazzo il bodyguard si attesta su livelli da B movie per il mercato dell’Europa orientale, ovvero ciò che originariamente il film doveva essere.